Daniela nasce a Locri, città della ‘costa dei gelsomini’, nella provincia di Reggio Calabria. Completa i suoi studi all’Accademia delle Belle Arti di Reggio Calabria, con una tesi sulle fiabe, le favole e il gioco, ispirata al lavoro di Massimo Sansavini, artista forlivese. Affascinata dall’arte del ‘maestro’ Sansavini, Daniela si trasferisce a Roma e qui inizia un percorso di scoperta prima, e perfezionamento poi, della tecnica degli ‘incastri di legno’. Armata di seghetto, carta vetrata, tempera e vernici all’acqua, Daniela dà vita a opere scaturite dall’incontro tra legno e colore, elementi portanti della sua filosofia. “Se il mondo è degli adulti, allora lasciatemi giocare”: attraverso Rocciololinee morbide e tratti fanciulleschi, Daniela intende scaraventare ‘i grandi’, ingrigiti e disabituati all’energia sprigionata dai colori, nello stupore dell’infanzia. Recuperare uno sguardo sul mondo che non deve appartenere solo ai bambini: questo l’obiettivo di Daniela, che, nel paziente e metodico lavoro manuale di fusione dei materiali usati, riscopre il valore e l’importanza dell’artigianato come mezzo per reinventare sogni e realtà. Perché, prendendo in prestito le parole dell’‘adulto’ Tom Robbins, “non è mai troppo tardi per farsi un’infanzia felice”.